We the people fight for our existence
We don't claim to be perfect
But we're free
We dream our dreams alone
With no resistance
Fading like the stars we wish to be
Noi uomini lottiamo per la nostra esistenza
Non pretendiamo di essere perfetti ma siamo liberi
Ci illudiamo da soli dei nostri sogni senza resistenza
Sbiaditi come quelle stelle che vorremmo essere
Little by Little, Noel Gallagher
APPELLO SUL CASO TRAVAGLIO/SCHIFANI
Io non ci sto.
Nei paesi democratici il ruolo dei giornalisti è proprio
quello di osservare, verificare e poi raccontare. Si chiama
"diritto di cronaca".E' uno dei diritti fondamentali su cui si fonda la
democrazia. Si racconta se il politico tradisce la moglie,
se in gioventù si faceva qualche spinello, se è
stato in un centro di riabilitazione per etilisti, se ha truccato le
carte per non andare in guerra.Per alcuni elettori queste informazioni sono importanti.
C'è chi non ama essere rappresentato da un donnaiolo, e
chi non vuole essere rappresentato da un pavido. E' un
loro diritto: ognuno deve poter scegliere da chi farsi
rappresentare in base ai propri valori e avendone tutte le
informazioni necessarie.Ai politici, in tutto il mondo libero, questo non piace, ma
accettano. Sono le regole del gioco democratico, le uniche
inventate finora, di meglio per ora non abbiamo: E queste
regole hanno costretto alla dimissione presidenti degli
Stati Uniti e ministri di vari governi.Tocca al giudice appurare se il giornalista dice il falso.
Ora la domanda di attualità: il giornalista Marco
Travaglio ha raccontato un fatto vero che riguarda Renato
Schifani o un fatto falso?Schifani & Co, l'opposizione & Co e anche gli organismi "DI
CONTROLLO" della Rai possono indignarsi quanto vogliono, ma
l'unico strumento democratico che ha Schifani è
ricorrere al giudice, incaricato in democrazia di valutare se
Travaglio ha detto il vero o il falso.Tutte le altre prese di posizione mirano solo a limitare la
democrazia e la libertà di critica della stampa.Senza Bavaglio
www.senzabavaglio.info
Firma anche tu. Invia una mail con nome, cognome,
professione
e città:
amelia.beltramini@gmail.com
Invitare l'ex capitano delle Ss Erich Priebke, uno degli esecutori della strage nazista delle Fosse Ardeatine e che sta scontando l'ergastolo agli arresti domiciliari, a presiedere un concorso «di bellezza e di talenti» per «promuovere questo processo di pacificazione di cui tutti parlano».È l'idea venuta a Claudio Marini, di 35 anni, imprenditore, titolare di un'agenzia di pubblicità e spettacolo, non nuovo a trovate di questo tipo, che da nove anni organizza «Star of Year», il concorso al quale ha invitato, inviandogli una lettera, Priebke.
«Non ho ricevuto lettere da Priebke - ha spiegato Marini - ma ho saputo la sua risposta sentendo il Tg5» che sulla vicenda stasera ha mandato in onda un servizio. «Perchè accetto di andare - ha spiegato l'ex capitano delle SS al Tg5 - per tornare almeno un giorno libero alla vita normale che non ho fatto ora per quasi per più di 14 anni».
«Ma non la imbarazza dover andare?» ha chiesto il giornalista. «No, no - ha replicato Priebke - Come sanno tutti io sono il detenuto più anziano del mondo». Alla domanda sulle polemiche che potrebbe suscitare la sua partecipazione ha replicato: «Non credo che andrò però mi piacerebbe molto».
Marini ha spiegato che la sua lettera-invito «non è una scelta dettata da esigenze pubblicitarie, come qualcuno potrebbe pensare, ma ha un valore simbolico per promuovere la pacificazione perchè a distanza di 63 anni, quest'uomo di 95 anni subisce ancora le conseguenze dell'ultimo conflitto mondiale. Almeno per un giorno sarebbe libero e sarebbe davvero un modo per fare la pace davvero».
Il 'Tg5' ha poi raccolto alcuni commenti nel ghetto ebraico di Roma. «È la più grande cavolata e stupidaggine che ho sentito dire» ha detto un uomo.«Hanno pure il coraggio di chiamarlo! Quello ha fatto ammazzare mio padre alle fosse Ardeatine», ha fatto eco un anziano.